La Regione Toscana ascolta in minima parte le osservazioni del WWF e delle altre Associazioni ambientaliste e approva il nuovo Piano Faunistico Venatorio contraddicendo gravemente le indicazioni scientifiche dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Tra i pochissimi aspetti positivi citiamo l’esclusione dall’attività venatoria di Pavoncella e Combattente, peraltro è una richiesta che come WWF stiamo portando avanti da anni vista la loro progressiva regressione.

Tra le osservazioni inviate come WWF alla Regione e rimaste inascoltate evidenziamo: riduzione del periodo di caccia, delle giornate e degli orari di caccia, divieto di
utilizzo di richiami vivi, divieto di utilizzo di munizioni di piombo, piena facoltà di escludere dalla caccia i propri terreni, totale contrarietà agli abbattimenti di Lupi, maggiori tutele dei valichi montani, maggiori tutele nelle seguenti aree di particolare pregio: Padule di Fucecchio, Lago e Padule di Massaciuccoli, Padule di Bientina, Laguna di Orbetello, Promontorio di Piombino, Promontorio dell’Argentario. Tutto questo in un contesto dove la superficie destinata alla tutela della fauna selvatica rimane invariata dal 2012 al 23% della Superficie Agricola Forestale regionale e nulla è stato fatto per limitare la caccia almeno nelle Aree Natura 2000 dove per dare un riferimento risultano presenti 1830 appostamenti fissi.
Di seguito, ed in allegato, il testo del comunicato stampa redatto dal WWF a livello regionale. In allegato anche una tabella di confronto tra alcune indicazioni di Ispra rispetto a quanto invece inserito nel Piano Faunistico Venatorio Regionale.
APPROVATO IL CALENDARIO VENATORIO 2026-2027 DELLA TOSCANA
ANCORA UNA VOLTA UN PROVVEDIMENTO IN CONTRASTO CON LE INDICAZIONI DELLA SCIENZA
L’ESCLUSIONE DALLE SPECIE CACCIABILI DI SPECIE PARTICOLARMENTE IN CRISI, COME COMBATTENTE E PAVONCELLA, È UN PICCOLO PASSO AVANTI, PUR SE CON ANNI DI RITARDO RISPETTO ALLE RICHIESTE DEL MONDO SCIENTIFICO E DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE,
MA IL CALENDARIO SULLA MAGGIOR PARTE DELLE SPECIE CONTINUA A CONTRAVVENIRE GRAVEMENTE LE INDICAZIONI DELL’ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE (ISPRA), NEL CONTEMPO LA REGIONE APPROVA LA CACCIA IN DEROGA A 10.000 TORTORE DAL COLLARE ORIENTALE, UNA STRAGE CAMUFFATA: SI DICE CHE SI FA PER TUTELARE L’AGRICOLTURA, MA IN REALTÀ È UN MODO PER PERMETTERE L’APERTURA ANTICIPATA (E NE SUBIRÀ GRAVI DANNI ANCHE LA TORTORA SELVATICA)
Domenica 20 settembre si aprirà la stagione generale di caccia 2026-2027 in Toscana.
La Giunta Regionale ha approvato in questi giorni il nuovo calendario venatorio. Purtroppo però di nuovo c’è poco.
Un piccolo passo avanti c’è, con l’esclusione finalmente dalle specie cacciabili di due piccoli uccelli frequentatori delle nostre zone umide, come il Combattente e la Pavoncella, le cui popolazioni sono entrambe in crisi su tutto l’areale europeo. Per arrivarci ci sono voluti anni di richieste da parte del mondo scientifico, delle associazioni ambientaliste e finanche della Comunità Europea. Quanto questo ritardo ha ulteriormente gravato sulla crisi di queste specie? Prendiamo atto finalmente di queste scelte positive della Regione, ma dobbiamo prendere purtroppo atto anche del fatto che per la maggior parte delle altre specie si continua invece a regolamentare la caccia in evidente contrasto con le indicazioni dell’ISPRA, massimo Ente tecnico-scientifico per quanto riguarda la fauna selvatica.
Si caccia infatti iniziando prima di quanto si dovrebbe e facendo concludere la stagione troppo tardi. Questo vale per gli uccelli acquatici, ma anche per la maggior parte degli altri migratori. Si continua a concedere la caccia vagante anche a settembre e gennaio, quando l’ISPRA ne chiede il divieto
in questo periodo. Si permettono giornate aggiuntive di caccia alla migratoria. Si anticipa a fine agosto l’addestramento dei cani, in un momento di gravissimo stress per la fauna selvatica nella fine dell’estate (e di notevole stress per gli stessi cani, considerate le temperature). Non si procede verso un più diffuso divieto dell’uso di munizioni in piombo, tossiche per l’ambiente e la fauna e anche per l’uomo. Insomma, ancora una caccia contro la scienza e contro la natura.
Si allega tabella di confronto fra indicazioni ISPRA e Calendario venatorio 2026-27. E il timore è che si arrivi poi, con la solita delibera di fine estate, alla concessione anche dell’aperturaE il timore è che si arrivi poi, con la solita delibera di fine estate, alla concessione anche dell’aperturaanticipata ad alcune specie ai primi di settembre, pratica gravissima per tutta la fauna selvatica e chechiediamo alla Regione assolutamente di non concedere.Ma un’altra delibera approvata in questi giorni dalla Regione ci fa pensare che non sarà così. Si è concessoinfatti l’abbattimento “in deroga” di 10.000 Tortore dal collare orientale. Si dice che lo si fa per tutelarel’agricoltura (a fronte di poche migliaia di euro di danni denunciati per questa specie in un anno), ma inrealtà è un modo per aprire la strada all’apertura anticipata (e, se sarà così, ne subirà gravissimi danni anchela Tortora selvatica, specie in drastico declino e che dovrebbe essere tutelata, ma che si troverà in mezzo allefucilate a carico di una specie ad essa simile in una sconsiderata preapertura).
Anche sul fronte legislativo nazionale la situazione rasenta l’assurdo con l’attuale maggioranza politica che sta portando in discussione un disegno di legge (ribattezzato Caccia Selvaggia) per modificare profondamente la legge 157/92 con lo scopo di liberalizzare in maniera selvaggia la caccia: fucili ovunque, anche in spiaggia, per uccidere sempre più animali, in tutte le stagioni senza nessun controllo scientifico. Si prefigura la distruzione della natura, l’uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l’esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà per i cittadini di muoversi in sicurezza, lo sfregio del dettato costituzionale e del diritto europeo. Questa proposta è palesemente contraria al sentire comune: sono oltre 400.000 le firme raccolte dalle associazioni contro questo DDL, più di 50mila invece quelle a favore della legge di iniziativa popolare che vuole abolire la caccia ed eliminare il sopruso del libero accesso di persone armate nelle proprietà private altrui. Da un lato, numerose disposizioni appaiono incompatibili con le Direttive europee “Uccelli” e “Habitat”, esponendo l’Italia al concreto rischio di una nuova procedura d’infrazione. Dall’altro, emerge una progressiva marginalizzazione del contributo scientifico nei processi decisionali che riguardano la gestione e la conservazione della fauna selvatica. Una scelta che appare incomprensibile alla luce dello stato della biodiversità nel nostro Paese: in Italia il 28% delle specie di vertebrati valutate risulta a rischio di estinzione, mentre tra gli uccelli nidificanti la quota di specie minacciate raggiunge il 26%. A ciò si aggiunge un prelievo venatorio che, secondo i dati ufficiali dell’ISPRA relativi alle stagioni 2017/2018 - 2022/2023, può essere stimato in oltre 32 milioni di uccelli appartenenti alle specie cacciabili. Affiancandoci alle azioni dirette portate avanti dal WWF Italia abbiamo recentemente inviato, a livello toscano, la lettera allegata alle senatrici/senatori eletti in Toscana affinché votino contro questo disegno di legge.




