Di seguito il comunicato diffuso dal WWF Livorno in merito alla difesa dell'area verde "Orti Urbani" di Via Goito
L’Associazione WWF Livorno o.d.v. si occupa di difesa della natura e quindi di conservazione delle aree verdi sia nelle aree periurbane e boschive (vedi progetto www.forestsforlifetoscana.it e difesa dei boschi presenti anche nelle immediate periferie della nostra città nel sistema delle aree, più o meno protette, dei Monti Livornesi) sia nelle aree strettamente urbane.
Attraverso passeggiate e iniziative urbane legate alla realtà locale ma anche inserite in campagne nazionali (ad es. campagna URBAN NATURE del WWF Italia) l’Associazione negli ultimi anni ha accompagnato i cittadini alla scoperta di aree e vie verdi in vari quartieri di Livorno. I risultati di questi anni di iniziative sono contenuti in un documento del 2025, il DOSSIER VERDE URBANO, già inviato agli uffici comunali e agli assessori competenti e scaricabile su www.wwflivorno.it
Tra le aree verdi che abbiamo attraversato e censito c’è ovviamente anche l’area degli Orti Urbani di via Goito, che nel dossier viene così descritta: “un angolo di natura e campagna miracolosamente sopravvissuto all’espansione urbana. […] È fondamentale per la città che quest’area possa sopravvivere alla cementificazione: è un polmone verde, ricco di biodiversità, che permetterebbe di realizzare interessanti percorsi pedonali nella natura alternativi alla viabilità dei veicoli a motore”.
Il verde urbano offre molteplici benefici fondamentali per gli esseri umani che vivono in città: salute, benessere psichico, riduzione dei livelli di inquinamento, attenuazione delle isole di calore, gestione idrica… Tutti questi preziosi benefici passano quasi sempre in secondo piano quando sia il privato, sia il pubblico intendono “qualificare” o meglio “monetizzare” un terreno.
Un elemento ancora meno considerato, che invece a noi del WWF interessa più di tutti gli altri, è un altro: gli spazi verdi cittadini possono ospitare una flora ricca e varia e possono offrire habitat idonei per numerose specie animali, concorrendo alla conservazione della biodiversità. Contrariamente a quello che si pensa comunemente, all’interno dell’ecosistema urbano non ci sono solo topi, piccioni e gabbiani (sebbene anche queste specie abbiano caratteristiche etologiche affascinanti).
Perché dunque ci dovrebbe interessare la biodiversità? Preservare le specie viventi e i loro equilibri, anche in ambito urbano in continuità con gli spazi naturali periferici, rappresenta il nostro “conto in banca” più prezioso da tutelare. Ecosistemi ricchi, sani e “biodiversi” sono capaci di resistere ai cambiamenti o di adattarsi meglio. E questo vuol dire preservare i servizi ecosistemici, dai quali dipende anche la nostra vita e il nostro sostentamento, nel presente e per le generazioni future. Ricostruire un equilibrio con la natura e le sue dinamiche è la migliore strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.
Il miglior verde urbano, quello che sicuramente offre al suo massimo tutti i vantaggi esposti precedentemente, è quello che ricostruisce aree semi-naturali: alberature, siepi, prati e aree umide in uno scacchiere che offra habitat diversi.
In una città che si è già inutilmente espansa in nuovi quartieri residenziali periferici, ultimo tra tutti il fallimento Salviano2, o in vaste aree commerciali fotocopia, nonostante lo stallo e declino della popolazione, non occorre più consumo di suolo, ma nemmeno densificazione nelle aree urbane più interne. Occorre solo effettuare progetti di rigenerazione in ambiti già urbanizzati. Le ultime aree verdi, soprattutto quelle incolte residue che spesso vengono erroneamente chiamate “aree degradate”, devono essere catalogate e inserite in progetti di rinaturalizzazione e/o di ricostruzione di paesaggi agricoli. Di questo la città ha bisogno e di qui discende la necessità di difendere l’area di Via Goito.
Un altro elemento qualificante per la biodiversità urbana è la continuità delle aree verdi connesse tra loro. Sono importantissime le vie verdi, percorsi che attraversano e/o collegano diverse aree verdi e che funzionano da corridoio ecologico tra ecosistemi urbani e periferici, oltre a fornire a pedoni e ciclisti itinerari per muoversi il più possibile lontani dal traffico inquinante dei mezzi a motore. Nel recente Piano Strutturale di Livorno vengono chiamate greenways, anche se al momento compaiono solo sulle mappe e a noi risulta ancora poco chiaro quale sviluppo si intenda dare a tali percorsi. Anche in questo senso, l’area degli Orti Urbani è significativa perché contribuisce a creare nei quartieri Fabbricotti-San Jacopo una rete importante di parchi urbani e aree verdi.
Cogliamo infine l’occasione per rilanciare una proposta già inserita nel PAESC cittadino ma per adesso non realizzata: è necessario che il Comune di Livorno si doti di un Osservatorio della Biodiversità che, dopo aver delineato opportuni indicatori, compia monitoraggi adeguati sul livello di biodiversità urbana. Solo in questo modo possiamo valutare veramente se la qualità del verde urbano di un Comune è in crescita oppure no.
Sempre nel nostro DOSSIER abbiamo dedicato una pagina alla “Mappa dei Conflitti”, evidenziando come sempre più spesso i cittadini che abitano nelle vicinanze di un’area verde minacciata, supportate da Comitati o Associazioni, cerchino di difenderne l’integrità. Noi riteniamo che questi movimenti siano senz’altro un segnale positivo che dimostra la consapevolezza crescente per la cittadinanza dell’importanza e il privilegio di poter vivere vicino ad uno spazio verde. Come associazione ambientalista riteniamo necessario cercare di avere una visione d’insieme e valutare le opportune priorità per la nostra città, conservando una visione d’insieme. Ma anche a seguito di una valutazione più ampia, l’area verde denominata “Orti Urbani di via Goito” risulta un elemento che è giusto salvaguardare nella rete verde livornese.
Auspichiamo quindi che l’area conservi i caratteri di seminaturalità che ha attualmente senza uniformarla ad altre aree verdi urbane strutturate, che mantenga le sue caratteristiche di connettività sia ecologica che di mobilità dolce e possa quindi contribuire alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico.
Per questo il WWF Livorno aderisce alla manifestazione nazionale del prossimo 5 settembre.



