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ANCHE A LIVORNO…
Il manifesto WWF per un Mediterraneo di qualità:

 

  • Acque senza rifiuti - In Mediterraneo, tra Italia, Spagna e Francia, galleggiano 500 tonnellate di plastica (con concentrazioni superiori a quelle presenti nell'oceano Atlantico e nel Pacifico). Secondo uno studio del 2010 (ARPA Toscana ed Emilia Romagna), la plastica costituisce il 60-80% dei rifiuti in mare Mediterraneo e in alcune aree il dato arriva addirittura al 90-95%.

 

  • Navi "attente" che non colpiscono i cetacei e non perdono carichi velenosi e inquinanti - In Mediterraneo, come riporta l'istituto Tethys, dal 1972 al 2001, sono morte 43 balenottere comuni colpite involontariamente dalle navi. In Mediterraneo, secondo l'Osservatorio dei Veleni, di cui il WWF è membro fondatore, ci sono navi affondate cariche di sostanze velenose altamente nocive per la salute del mare e dell'uomo. Il mare di Livorno rientra nel Santuario dei Cetacei ed è in prossimità delle splendide aree marine del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, tuttavia è un'area sottoposta a gravi minacce. Il traffico marittimo pericoloso è ingente per la presenza del porto e della aree industriali e lo sarà ancora di più una volta che sarà attivo il Rigassificatore Off-shore. Nel dicembre 2011 un Eurocargo della Grimaldi ha perso in mare a largo della Gorgona materiale tossico che è rimasta in larga parte in mare con effetti ancora sconosciuti.

 

  • Aree marine protette che funzionano - Meno dell'1% del mare Mediterraneo è protetto. Le acque livornesi fanno parte del Santuario dei Cetacei ed è appena nata la Riserva Marina della Meloria il cui regolamento non è stato ancora approvato e i cui confini sono minacciati dai traffici marittimi del porto e del futuro rigassificatore (in allegato in fondo alla pagina leggi le osservazioni del WWF Livorno alla bozza di regolamento presentata nel 2012). E' ormai stata messa in un cassetto l'idea dell'Area marina protetta dei Due Castelli che tuteli per il futuro la costa e le splendide acque da Castel Boccale a Castel Sonnino. Portiamo i soci in visita alle varie isole dell'Arcipelago Toscano, in particolare abbiamo per tre volte organizzato un trekking nell'Isola di Montecristo. Durante l'ultima visita nel 2013 abbiamo raccolto i complimenti di Fulco Pratesi che negli anni 70 col WWF riuscì a salvare Montecristo dalla speculazione edilizia (vedi il documento inviato da Fulco Pratesi al WWF Livorno allegato in fondo alla pagina).

 

    • Una pesca sostenibile - Secondo la Comunità Europea, oltre l'85% dei pesci pescati in Mediterraneo è eccessivamente sfruttato (overfished). Se ne pescano più di quanti ne nascano. Circa 1.5 milioni di tonnellate di pesce viene pescato nel Mediterraneo ogni anno con metodi di pesca per lo più distruttivi, e spesso illegali.


  • Coste rocciose, spiagge, scogli e falesie, e non una colata di cemento legale o abusivo - Le uniche dune di sabbia a noi vicine, quelle di Calambrone e Tirrenia, sono scarsamente tutelate e sempre più ridotte dalle infrastrutture edilizie e turistiche. La falesia va tutelata da progetti che rischiano di alterarne gli equilibri ecologici.

 

  • Turisti responsabili e non calca umana

 

  • Biodiversità in espansione, rigogliosa, viva e vegeta - In Mediterraneo la foca monaca è praticamente scomparsa, abbiamo estinto localmente razze e squali, secondo l'IUCN (International Union for Conservation of Nature) tonno rosso, cernia bruna e pesce spada sono minacciate d'estinzione, molto più in pericolo di leoni e leopardi. La foresta algale, che riveste i fondali rocciosi, è minacciata da specie invasive ed aliene.

 

  • Tartarughe libere di nuotare che non rischiano la vita per la pesca accidentale - In Mediterraneo, 130mila tartarughe ogni anno vengono catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca. Di queste, 40mila muoiono. Solo in Italia la pesca accidentale colpisce 20mila tartarughe.

 

L'IMPATTO DEL RIGASSIFICATORE SUL MARE
A prescindere dagli aspetti –pur importanti- legati alla sicurezza, alla salute ed alla tutela del paesaggio l'impatto più preoccupante (studio del WWF Trieste 2011) potrebbe essere l'ingente quantità di acqua di mare impiegata nel processo di rigassificazione nell'impianto “a circuito aperto”: sarà infatti restituita praticamente sterile a seguito dell'impiego del cloro quale agente antivegetativo, con la perdita quasi totale delle forme di vita veicolate dalla stessa (uova, larve e avannotti, organismi planctonici) e la selezione artificiale di quelle forme batteriche resistenti al processo di clorazione. Il cloro attivo viene poi abbattuto al fine di rientrare nei parametri di legge ma la sostanza organica – presente nell'acqua in ingresso – viene degradata e combinata chimicamente al cloro ed altri alogeni, formando alo-derivati organici: sostanze tossiche, persistenti e mutagene.

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Il 6 Luglio 2013 Il WWF Livorno è stato a bordo della Vespucci per la campagna "Un mediterraneo di qualità": alla pagina linkata potrai vedere i due video Youtube realizzati durante la giornata dal WWF Turismo.

 

Leggi anche le azioni di tutela richieste dal WWF in Toscana durante la Festa delle Oasi 2012 (vedi allegato in fondo alla pagina).

 

Visita il sito http://mediterraneo.wwf.it/

 


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